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Tredici di Jay Asher

Tredici di Jay Asher ►

“Spero per voi che siate pronti perché sto per  raccontarvi la storia della mia vita. O meglio,  come mai è finita. E se state ascoltando queste cassette è perché voi siete una delle ragioni… Non vi dirò quale nastro vi chiamerà in causa. Ma non preoccupatevi, se avete ricevuto questo bel pacco regalo, prima o poi il vostro nome salterà fuori…Ve lo prometto.”

Ci sono dei romanzi che riescono a smuovere il cuore.

Tredici di Jay Asher ha appena scosso il mio.

Tredici, scritto nel 2007 è il romanzo che ha ispirato la serie cult in onda su Netflix, quella che è diventata famosa perché ruota intorno alla vita di una ragazza morta suicida. In Italia è pubblicato da Mondadori.

Alle superiori questa serie è la più seguita, noi di A Trendy Experience non l’abbiamo mai vista, ma quando Angelica mi ha consegnato il romanzo mi ha chiesto un’opinione sincera. Tutti i magazine che leggiamo hanno raccontato di questa serie, quindi sapevo già cosa aspettarmi da Tredici di Jay Asher ma quando ho saputo che alcuni suoi compagni di classe dicono che questa serie ispira il suicidio, altri la vita…

Ho voluto leggerlo per capire.

Clay Jensen al suo rientro da scuola trova davanti a casa un pacco destinato a lui, contenente sette musicassette numerate con lo smalto blu. Le cassette, spedite da un mittente anonimo, sono state incise da Hannah Baker, una teenager che due settimane prima si era suicidata.

Tredici sono i protagonisti delle cassette e tredici sono i destinatari dello stesso pacco. Ognuno di loro ha contribuito in un modo o nell’altro a condurre Hannah al suicidio e nelle cassette la ragazza racconta esattamente il male che ognuno di loro le ha fatto.

 

Clay, con cui Hannah ha condiviso un lavoretto in un cinema e pochissimi scambi di parole, si chiede come mai anche lui faccia parte di questa lista di colpevoli e rintraccia la mappa che qualcuno gli aveva infilato nell’armadietto della scuola e che finalmente aveva un senso. Per ogni avvenimento raccontato Hannah aveva indicato sulla mappa delle stelle rosse. Clay comincia il suo viaggio, insieme alla voce di Hannah, alla scoperta di tutti i retroscena che l’hanno portata al suo gesto, scoprendo il lato negativo di alcuni suoi compagni di scuola e la sensibilità di una ragazza indifesa che non ha saputo voltare pagina, come le era stato suggerito da chi aveva il compito di salvarla, il tredicesimo della lista.

Tredici di Jay Asher è un romanzo da leggere tutto d’un fiato. Un viaggio nel mondo adolescenziale nudo e crudo, dove la vita è incentrata tutta su sé stessi,  dove il minimo problema può trasformarsi in una valanga.

L’emozione che mi ha regalato questo libro, raccontato brillantemente, simultaneamente da Clay, dalle sue domande e ricordi e Hannah, che descrive senza peli sulla lingua gli avvenimenti che le hanno rovinato la vita, mi ha fatto riflettere tantissimo su come è difficile il mondo degli adolescenti e di quanto sia raro un buon rapporto genitori figli.

Hannah, preoccupata per la situazione finanziaria dei suoi genitori, non vuole oberarli con i suoi problemi e nessuno a scuola è quello che sembra, nemmeno chi svolge il ruolo di tutor per gli studenti.

Clay è l’unico che, mettendo insieme i tasselli della vita di Hannah, si sente in colpa per non aver fatto nulla per aiutarla. I segnali della sua instabilità emotiva, raccolti nelle tredici cassette sono così chiari, che a me, come mamma mi si è stretto il cuore, da tanto è stato coinvolgente il suo percorso verso la fine, mentre lei nella vita vera era così sola con se stessa che anche solo un abbraccio sincero l’avrebbe potuta fermare.

Clay grazie alle cassette si rende conto di quello che deve fare, lo stesso alcuni dei protagonisti che hanno ascoltato le cassette prima di lui e che hanno già fatto delle scelte e allo stesso tempo, osservano silenziosi il turno di chi, man mano, riceve il pacco perché appartiene alla pericolosa lista.

La sensibilità di Hannah, ferita nell’animo da alcuni avvenimenti pesanti, si trasforma in determinazione. Una seconda copia di cassette è stata inviata a un suo amico, che ha il compito di assicurarsi che ogni protagonista ascolti l’accusa di Hannah e spedisca le cassette a quello successivo. Se la catena dei tredici si spezzasse, le stesse musicassette finirebbero dalla polizia e quei racconti svelerebbero tante verità nascoste che è meglio tenere segrete.

Come genitore di una figlia adolescente, Tredici di Jay Asher è un libro che ha il suo perché. La verità di Hannah non è poi così tanto lontana da quella dei nostri figli. Chissà quante cose vivono loro e quanto disagio trattengono dentro per non farci preoccupare. Chissà quanti di loro pensano davvero di farla finita, anche solo per una volta. Noi siamo presenti a casa, ma a scuola e nella vita di tutti i giorni, quanto incidono dei singoli avvenimenti sul loro equilibrio psicologico? La vita di Hannah comincia la sua discesa nel baratro perchè, per un dispetto nei confronti di un’altra ragazza avvenente e disponibile, il suo culo viene giudicato il migliore della scuola. Da lì la vendetta della compagna di classe offesa e umiliata. Un telefono senza fili fatto di piccole menzogne che trasformano la reputazione di Hannah macchiandola, perchè il pettegolezzo è più reale della verità e non c’è verso di smentirlo.

Il viaggio di Clay e il racconto di Hannah, mi sono entrati nel cuore. Tutti noi, chi più chi meno, abbiamo avuto dei trascorsi che hanno influito sulla nostra serenità durante l’adolescenza. Un tempo eravamo forse più forti e si andava avanti lo stesso, oggi, in questo mondo liquido è più difficile scampare da un giudizio o da un pettegolezzo, complici anche i socials dove tutto è permesso, soprattutto quando si tratta di sparlare di qualcuno giusto per aprire la bocca e farsi fighi.

Per questo motivo Tredici di Jay Asher mi ha aperto il cuore e mi ha fatto riflettere e lo stesso ha fatto con mia figlia, che come me pensa che sia un inno alla vita e al non fermarsi alle apparenze. Forse domani lei tornerà a scuola e si impegnerà a parlare di più con le sue compagne più problematiche, forse queste sorrideranno e si sentiranno per una volta considerate e magari ne riceveranno beneficio. Quello che importa sapere è che tutto quello che accade a ognuno di noi è personale e ha un peso diverso, ma il fardello pesante o meno.

Poter contare su qualcuno che apre uno spiraglio di speranza può fare la differenza.

Hannah ha chiaramente espresso la volontà di suicidarsi. Chi doveva aiutarla l’ha ignorata, sia in casa sia a scuola. L’ha anche scritto in modo anonimo, provocatorio, eppure a scuola questo messaggio non ha riscosso un gran eco. L’ha detto al suo tutor che, al posto di rincorrerla o parlare con i suoi genitori, l’ha lasciata andare incontro al suo destino.

Mi auguro che Hannah rimanga il soggetto inventato che fa notizia solo in tv o sul libro, e che voi, possiate guardare i vostri figli nelle palle degli occhi e abbracciarli intensamente, facendogli capire che ci siete, oggi.

PS. Il romanzo Tredici si conclude con un secondo finale che, se era riuscito a farvi trattenere le lacrime e la commozione fino all’ultimo, non risparmia nessuno.

 

 

 

 
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The author AtrendyExperience

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