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Come insegnare ai bambini a leggere e scrivere

COME INSEGNARE AI BAMBINI A LEGGERE E SCRIVERE

Come insegnare ai bambini a leggere e scrivere

Osservare il proprio bambino che cresce è emozionante per tutti i genitori,

proporgli attività educative sotto forma di gioco è divertente,

insegnare ai bambini a leggere e scrivere in età prescolare è stimolante.

I bambini a tre anni cominciano ad esplorare ciò che li circonda. La voglia di scoprire e di conoscere il mondo li spinge ogni giorno a provare e sperimentare per questo è importante assecondarli proponendo delle attività educative intelligenti e alla loro portata.

Per insegnare ai bambini a leggere e scrivere è importante stimolarli con la lettura per questo è importante fin da piccoli dedicare un momento della giornata a questa attività. Il bambino deve vedere a sua volta il libro, mentre lo leggete, non solo per seguire le immagini ma anche per i testi, che nei racconti per piccini generalmente sono scritti a grandi caratteri proprio per permettergli di distinguerle.

Mettere in mano a un bambino carta e matita e fargli copiare le lettere che si trovano qua e là non è una soluzione per insegnare ai bambini a leggere e scrivere. Per favorire questa azione in modo naturale e spontaneo serve accompagnarla dall’attività ludica per questo motivo noi di A Trendy Experience vogliamo presentarvi Cubilandia di Lisciani.

Cubilandia è un vero e proprio progetto educativo adatto ai bambini in età prescolare, dai tre anni ai sei anni. Nella confezione sono presenti tutti gli strumenti per avvicinare il bambino alla conoscenza delle lettere e per stimolare a scrivere sotto forma di gioco. Solo se stimolato il bambino si attiva per scoprire e Cubilandia di Lisciani è stato progettato proprio con questa filosofia.

Chi sceglie di insegnare ai bambini a leggere e scrivere deve creare un ambiente adatto a questa attività. La televisione va spenta e il piano di gioco deve essere grande e rigido, come un tappeto a tinta unita, per evitare distrazioni. La presenza di noi genitori, educatori, è doverosa. Ad ogni lettera dobbiamo suggerire un suono ben preciso, quello della sua pronuncia.

E’ importante che il bambino riconosca la figura in modo autonomo e spontaneo prima di fargli creare la parola. Se non è in grado di identificare l’immagine possiamo intervenire raccontandogliela in modo da incuriosirlo. Una volta individuata la figura dobbiamo incitarlo a pronunciare il suo nome.

Ogni volta che cominciamo una nuova attività dobbiamo mostrarla al bambino, in tutte le sue fasi, senza descrivergliela a parole, il bambino dall’osservazione dei nostri gesti avrà il modo di elaborare spontaneamente quello che facciamo e vorrà ripeterlo da solo. Se dovesse sbagliare non dobbiamo sgridarlo perché il bambino si rende conto da solo che qualcosa non va. Possiamo chiedergli se vuole un aiuto ma allo stesso tempo non dobbiamo risolvere noi il gioco ma dargli, in modo gentile, dei suggerimenti utili. Una volta realizzata la figura leggiamo il nome ad alta voce e lo facciamo ripetere al bambino.

Il gioco di Cubilandia è composto da:

Otto cubi di otto centimetri dagli spigoli arrotondati hanno le facce rappresentate dalle lettere dell’alfabeto maiuscolo scritte in modo chiaro e visibile sono accompagnati da otto scatole cubiche senza coperchio dove poter infilare il cubo con le lettere. Queste scatole blu si possono unire tra di loro con un incastro semplicissimo per permettere al bambino di comporre la parola in modo ordinato e distinto.

Per insegnare ai bambini a leggere e scrivere è necessario incuriosirli con immagini colorate e con le parole chiare e distinte. Per questo in Cubilandia sono presenti 36 schede illustrate a colori stampate fronte e retro. Essendo un gioco progressivo è bene proporlo passo dopo passo, per permettere al bambino di apprendere senza fatica o imposizioni.

24 schede sono dedicate al gioco della sovrapposizione, le illustrazioni rappresentano il soggetto della frase mentre nella parte superiore è possibile sovrapporre la parola appoggiando il cubo corrispondente alla lettera.

10 schede sono studiate per il gioco del confronto, le schede rappresentano più parole e il bambino potrà ripeterle senza però sovrapporle come nel gioco precedente, scegliendo quelle corrette e scartando quelle sbagliate.

2 schede sono dedicate agli incroci di parole. Con le scatole cubiche si costruisce la composizione modulare rappresentata nella scheda e il bambino dovrà trovare le giuste combinazioni.

Un bambino gioca solo per brevi momenti per questo motivo è importante capire quando si annoia e sospendere l’attività. Non bisogna farlo giocare per forza, dobbiamo far si che sia lui a chiedere di giocare con noi a Cubilandia.

Scegliere di stimolare un bambino a imparare a leggere e scrivere in un ambiente familiare come la propria casa è un atto d’amore e di altruismo. Per questo motivo noi di A Trendy Experience, che abbiamo scelto di educare la piccola a casa, senza mandarla all’ asilo, abbiamo trovato in Cubilandia di Lisciani un valido gioco educativo prescolare per avvicinarla alla scrittura e alla lettura in modo spontaneo.

lettura consigliata : L’importanza dei giochi educativi

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AtrendyExperience

The author AtrendyExperience

Ciao a tutti siamo Sheila e Angelica trendsetter e shopping hunters. La nostra passione per la moda e i prodotti di tendenza dal mondo fashion a quello dell'home design ci hanno portato alla creazione di A Trendy Experience #trendytips #fashiontips #beautytips

5 commenti

  1. I giochi Lisciani sono davvero ben fatti, quando le mie figlie erano piccole li abbiamo usati spesso; questo all’epoca non esisteva, ma sembra ottimo per imparare divertendosi 🙂

  2. Leggendo questo post mi rendo conto di essere stata una madre all’avanguardia perchè questo metodo lo usavo con mia figlia in età prescolare un bel po’ di tempo fa. Il tutto in realtà nacque dal fatto che facevo doposcuola a tre bambini delle elementari e mia figlia voleva far parte del gruppo anche se di anni ne aveva solo 4, io le davo fogli e pennarelli e le facevo copiare le lettere a stampatello per darle l’impressione di studiare. Dopo un paio di mesi riconosceva la maggior parte delle lettere a stampatello dell’alfabeto italiano e i numeri da 1 a 10.

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