In commercio esistono vari tipi di sale ma tra tutti, il sale rosa dell’Himalaya è apprezzato non solo per il suo colore distintivo e sapore particolare, ma anche per le sue presunte proprietà benefiche. Proprio per questi motivi negli ultimi anni sui socials si è accesa una grande discussione su questo tipo di sale, in quanto, contiene minerali ed elementi che non si trovano nel sale da cucina comune ma allo stesso tempo rimane il dubbio su dove e come viene prodotto.
Il sale rosa, noto anche come sale rosa dell’Himalaya, proviene principalmente dalle miniere di sale situate ai piedi delle montagne dell’Himalaya, in particolare in Pakistan, nella regione del Punjab. Questo sale è stato formato milioni di anni fa, quando l’oceano primordiale si ritirò, lasciando grandi depositi di sale protetti sotto strati di rocce e minerali. Il suo colore è dato dalla ricca presenza di ferro ma il suo contenuto di minerali è elevato, infatti contiene anche tracce di calcio, magnesio, potassio, zinco e una piccola quantità di sodio, inferiore rispetto al sale da tavola comune.
Sale rosa dell’Himalaya benefici
Indice di Riferimento
I minerali, se assunti nelle dosi corrette possono dare molti benefici al corpo umano e il sale rosa ne contiene alcuni, anche se in dosi minori rispetto ad altri alimenti: ferro, che aiuta a produrre globuli rossi e a prevenire l’anemia, utile anche per combattere lo stress ossidativo nel corpo, per proteggere le cellule dai danni causati dai radicali liberi; il calcio, fondamentale per ossa e denti sani e il magnesio, per la salute muscolare e nervosa.
Tra le caratteristiche più importanti di questo tipo di sale è la quantità di sodio molto bassa che permette di mantenere l’equilibrio elettrolitico e bilanciare i liquidi nel corpo, un valido alleato contro la ritenzione idrica!
Anche se non ci sono ricerche scientifiche che lo approvano completamente, alcuni sostengono che il sale rosa aiuta ad espellere le tossine dal corpo e abbia un effetto disintossicante, stimolando la produzione di succhi gastrici e quindi favorendo una corretta digestione e che il consumo abituale di sale rosa permette di mantenere un ambiente più alcalino nel corpo, per promuovere un pH più equilibrato.

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Sale rosa dell’Himalaya non solo in cucina
Il sale rosa fa bene anche usato come scrub o bagni detox, per esfoliare la pelle grazie alla sua consistenza o aggiunto all’acqua del bagno per rilassare i muscoli e favorire la circolazione linfatica. Inoltre la moda delle lampade di sale rosa come arredo di casa e uffici, è nata perché oltre ad essere un bel complemento d’arredo, questa lampada potrebbe migliorare la qualità dell’aria, purificandola, ma anche questo studio è ancora oggetto di dibattito.
Sale rosa in cucina: precauzioni e considerazioni
Anche se il sale rosa è spesso pubblicizzato come un’alternativa più salutare rispetto al sale da tavola raffinato, va comunque usato con moderazione. L’eccesso di sale, anche se naturale, può causare problemi di salute, tra cui:
- Aumento della pressione sanguigna
- Ritenzione idrica
- Problemi renali a lungo termine
Pertanto, è importante non eccedere nel consumo, seguendo le raccomandazioni generali sull’assunzione di sale.
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Sale rosa dell’Himalaya: trattamento, lavorazione e tossicità
Uno dei motivi di grande dibattito sull’uso e consumo del sale rosa, in quanto tossico, nasce dal trattamento e dalla lavorazione dello stesso. Sui socials infatti circolano vari video di guru che mostrano le reali condizioni di chi lavora e di come lavora il sale rosa che poi finisce sulle nostre tavole. E’ vero che c’è sempre il risvolto triste della medaglia ma cerchiamo di essere chiari: i grandi marchi che producono sale rosa hanno delle linee produttive pulite.
Basta pensare alle saline italiane. Andate in una salina naturale e troverete sempre gente locale che si prende il sale da sé e se lo lava, pulisce ed usa… senza rispettare le norme igienico sanitarie che invece subisce il sale della salina usata per l’industria alimentare. Io ho sempre in mente il ricordo di persone che vivevano in una certa zona della Sardegna sud orientale e che andavano in una salina naturale a prendersi il sale e lo raccontava con orgoglio.
In ogni caso, l’estrazione del sale rosa è manuale o con l’ausilio di macchinari leggeri, per cercare di preservare la qualità del prodotto. Dopo l’estrazione, il sale viene pulito anche con acqua ma senza uso di sostanze chimiche per rimuovere le impurità e tutto quello che può contaminarlo. Successivamente viene setacciato e confezionato senza ulteriori trattamenti chimici o invasivi. In questa fase può essere macinato in diverse granulometrie, da quella fine a quella grossa.
Possibili fonti di inquinamento del sale rosa:
Come per tutte le cose l’inquinamento ambientale potrebbe portare alla contaminazione da metalli pesanti, inquinamento atmosferico o di altre sostanze tossiche, se l’area di estrazione è vicino a regioni con maggiore attività industriale. Inoltre, come tutte le miniere naturali, quella del sale rosa contiene anche dei metalli pesanti come arsenico, cadmio e piombo, ma i livelli di questi contaminanti sono molto al di sotto dei limiti di sicurezza stabiliti dalle normative sanitarie.
Ultimo step il processo di lavorazione: durante la manipolazione del prodotto ci potrebbe essere una contaminazione da polveri o ambienti non sufficientemente controllati per questo prima di scegliere quale sale rosa acquistare è bene scegliere fonti che garantiscono una rigorosa tracciabilità e test di laboratorio che verificano l’assenza di contaminanti.
Ad ogni modo il sale rosa dell’Himalaya è generalmente considerato più puro rispetto al sale da cucina comune, poiché non viene trattato con additivi chimici o raffinerie industriali. Tuttavia, la questione dell’inquinamento dipende da vari fattori, tra cui la provenienza e i metodi di estrazione.
