Spruzzarsi il proprio profumo preferito prima di uscire può sembrare anche un gesto automatico, soprattutto se si è di quelle persone che non escono mai di casa senza un filo di trucco o l’accessorio giusto, ma è soprattutto un gesto che parla di sé e del modo in cui ci si vuole presentare al mondo. Ammesso che abbiano mai avuto solo il compito di coprirne gli odori, le fragranze per il corpo sono diventate negli anni infatti un potente mezzo identitario.
Mentre il mondo si smaterializza, tornano di moda i profumi
È successo, sottolinea qualche addetto ai lavori, quando abbiamo cominciato a vivere una fetta sempre più importante delle nostre esistenze online: contro la smaterializzazione del corpo imperante è diventato prioritario riscoprirne caratteristiche difficilmente riproducibili in digitale, come appunto gli odori. Riconoscersi e riconoscere l’altro in una particolare sensazione olfattiva è un modo per concentrarsi sul qui e ora e riconnettersi con una parte, forse primordiale, ma sicuramente più autentica di sé. Dagli odori, del resto, non si scappa: tanto vale sfruttarli per raccontare al mondo chi siamo.
Profumo preferito: a ogni personalità la sua fragranza
Partendo da questo principio è nata nel tempo una grammatica dei profumi che pretende di poter abbinare con precisione a ogni personalità la fragranza giusta. Note come quelle di vaniglia, ambra, spezie dolci si abbinerebbero così per come possono essere mixate in maniere sempre nuove, differenti e mai banali soprattutto alle personalità più creative. Note agrumate come quelle del cedro, del bergamotto, del limone che non stentano a farsi riconoscere sono perfette per le personalità più estroverse e per chi ama stare sempre al centro dell’attenzione.

Chi è più timido e riservato, al contrario, dovrebbe preferire note delicate come quelle di muschio bianco o sandalo, discrete ma capaci di evocare profondità – anche di spirito – ed eleganza.
Se le identità si fanno sempre più fluide, lo stesso succede ai profumi
La capacità di raccontare qualcosa su chi li indossa si è cristallizzata nel tempo nella distinzione tra profumi donna e profumi uomo: è ancora il modo più semplice per trovare quello che si sta cercando sugli scaffali delle profumerie o su siti come Pinalli.it. Tra i profumi da donna dominano le note floreali, quelle agrumate, le spezie dolci. Note più intense come quelle legnose o di cuoio e tabacco sono classicamente riservate, invece, ai profumi da uomo. C’entra una certa idea di seduzione e di ruoli – diversi – che uomini e donne avrebbero anche nello stabilire un’intesa fisica ed emotiva. Le generazioni più giovani, però, sembrano sempre meno disposte ad accettare questi cliché tanto che, a proposito di profumi e identità, il vero trend del momento sono i profumi unisex.
Indossata, del resto, una fragranza dovrebbe poter raccontare qualcosa di più e di più profondo del genere assegnato alla nascita. Un profumo dovrebbe poter suggerire subito che si è quel tipo di persona che ama avere programmi per tutto e una routine organizzata o che, al contrario, non ha mai smesso di sentirsi bambina e come i bambini di rifugiarsi in tutto ciò che sa di coccole e comfort. Una visione così identitaria del profumo non può che richiedere uno switch anche nel modo in cui vengono raccontate le fragranze: i più appassionati della materia avranno notato a proposito che etichette come skin scent, dark feminine energy, eccetera sono sempre più utilizzate dai brand di profumo per raccontare il proprio catalogo. E chi lo ha detto, soprattutto, che non si possa avere un giorno un’energia dark e un giorno un’attitudine da ragazza della porta accanto? La consacrazione del profumo come mezzo per esprimere se stessi è nell’abitudine, sempre più diffusa, a usare più profumi contemporaneamente.
