Cura della pianta ragno in vaso: pulire l’aria di casa con le piante è facile se si scelgono le piante giuste come il Chlorophytum comosum, noto anche come falangio o pianta ragno. Si tratta di una delle piante d’appartamento più amate e diffuse al mondo, non solo per il suo aspetto scenografico ma anche per la sua azione purificante dell’ambiente. Questo tipo di pianta non è difficile da gestire e proprio per questo motivo è adatta anche ai principianti del pollice verde.
La pianta ragno è una pianta che si distingue subito per il suo aspetto particolare, le sue foglie nastriformi, spesso variegate di verde e bianco, la rendono una pianta ornamentale davvero bella per ogni tipo di ambiente, da quelli domestici a quelli professionali ed ecco tutto quello che c’è da sapere sulla cura e manutenzione del falangio, dalla giusta esposizione alla frequenza delle annaffiature, fino ai consigli per la propagazione.
La pianta ragno pulisce l’ambiente in più modi
Indice di Riferimento
La pianta ragno è famosa non solo per la sua bellezza e facilità di cura, ma anche per la sua capacità di purificare l’aria degli ambienti chiusi, come la Sanseveria Trifasciata. Questa proprietà è stata confermata da alcuni studi scientifici, tra cui il celebre studio della NASA sulla qualità dell’aria negli ambienti spaziali, pubblicato negli anni ’80.
Nel 1989, la NASA pubblicò un rapporto intitolato “A study of interior landscape plants for indoor air pollution abatement”, condotto in collaborazione con l’ALCA (Associated Landscape Contractors of America). Questo studio, noto come NASA Clean Air Study, dimostrò che alcune piante da interno erano in grado di rimuovere composti organici volatili (VOC) come formaldeide, benzene e tricloroetilene in ambienti sigillati, simulando condizioni tipiche di una stazione spaziale (Wikipedia).
In particolare, si osservò che la pianta ragno (Spider plant, Chlorophytum comosum) riusciva a eliminare circa 560 µg/h di formaldeide da una camera chiusa durante una prova di 24 ore .
Tuttavia, va sottolineato che questo studio fu condotto in ambienti sigillati, e studi successivi hanno evidenziato che nella vita reale, con un ricambio d’aria continuo, servirebbero decine o centinaia di piante per metro quadro per ottenere risultati simili.

La pianta ragno infatti, ha un insieme di processi naturali di assorbimento e filtraggio che avvengono attraverso le sue foglie e le radici:
Assorbimento di inquinanti volatili
Il falangio è in grado di assorbire sostanze chimiche presenti nell’aria, in particolare:
- Formaldeide (rilasciata da mobili, colle, vernici, detersivi)
- Monossido di carbonio
- Benzene e toluene (contenuti in solventi, fumo di sigaretta, prodotti per la casa)
- Xilene (usato in alcune stampe e vernici)
Queste molecole vengono assorbite dalle foglie e metabolizzate dalla pianta o dai microrganismi che vivono nel suo apparato radicale.
Aumento dell’umidità ambientale
Attraverso la traspirazione, la pianta rilascia vapore acqueo nell’aria, contribuendo ad aumentare l’umidità relativa, soprattutto in ambienti chiusi e riscaldati artificialmente, dove l’aria può diventare molto secca. Questo aiuta a ridurre problemi respiratori, secchezza delle mucose e fastidi agli occhi.
Produzione di ossigeno
Come tutte le piante, anche il falangio effettua la fotosintesi, assorbendo anidride carbonica (CO₂) e rilasciando ossigeno, migliorando così la qualità dell’aria. Pur non avendo un impatto enorme da sola, se combinata con altre piante può contribuire a creare un microclima più sano.
La pianta ragno “pulisce l’aria” grazie alla sua capacità di assorbire e metabolizzare inquinanti, rilasciare umidità e migliorare la qualità dell’ossigeno. Non è una soluzione unica per ambienti inquinati, ma è un valido complemento naturale per migliorare il benessere indoor, soprattutto in spazi chiusi e poco ventilati. Ma come si cura?
Ecco a voi tutto quello che dovete sapere sulla cura della pianta ragno in vaso!
Cura della pianta ragno in vaso: tutto quello che devi sapere
Per quanto riguarda la cura della pianta ragno in vaso è bene sapere che si tratta di una pianta facilmente adattabile che cresce in modo rigoglioso negli ambienti domestici. Io ne ho varie, sparse qua e là nei vari ambienti di casa, come altri fiori e piante.

Cura della pianta ragno: dove posizionarla
Si tratta di una pianta perenne che ha origini nelle regioni dell’Africa Meridionale che ama ambienti luminosi ma non ama la luce diretta del sole. Un’esposizione troppo intensa alla luce può causare bruciature alle sue foglie mentre un’illuminazione scarsa porta al suo scolorimento.
Per questo motivo, la soluzione migliore è quella di posizionare il falangio in una zona ben illuminata ma schermata da tende, dove la luce arriva ma in modo più delicato.
Per quanto riguarda la posizione, non va messa vicino a fonti di calore oppure a correnti d’aria, mentre la temperatura ideale per coltivarla, come generalmente è richiesto da tutte le piante di casa, è tra i 18 e i 24°C.
Questa pianta ama il clima mite e non tollera bene il freddo: sotto i 10°C inizia a soffrire, mentre temperature inferiori ai 5°C possono danneggiarla seriamente o portarla alla morte. Per questo motivo, è meglio tenerla al riparo da correnti d’aria fredde, finestre aperte d’inverno o ambienti poco riscaldati. In estate può essere spostata all’esterno, ma solo se le temperature restano stabili e non troppo elevate.
Cura della pianta ragno: annaffiature
Per quanto riguarda le annaffiature, il Chlorophytum comosum durante la stagione calda, il terreno dovrebbe rimanere leggermente umido quindi è bene fare annaffiature regolari ma non abbondanti, mentre nei mesi invernali è consigliabile ridurre la frequenza dell’irrigazione, lasciando asciugare lo strato superficiale del terreno.
Quando fa molto caldo, quando le temperature superano i 28°C, conviene aumentare leggermente l’umidità ambientale, ad esempio con nebulizzazioni leggere sulle foglie.
Cura della pianta ragno: il terriccio giusto per il rinvaso
Il rinvaso della pianta ragno è davvero delicato perché se si sbaglia a preparare il terriccio la pianta può risentirne molto. Per questo motivo, è bene creare un mix di terriccio universale mescolato con perlite, sabbia grossolana e, se possibile, palline di argilla o pezzi piccoli di corteccia per migliorare la circolazione dell’aria intorno alle sue radici, riducendo così il rischio di ristagni idrici.
Fondamentale è usare un vaso più grande di una misura o due, non eccessivamente grande, con dei fori di drenaggio e un sottovaso per controllare la presenza di acqua stagnante.
Dalla primavera all’inizio dell’autunno, è utile concimare la pianta ragno ogni tre settimane con un fertilizzante liquido bilanciato, possibilmente a basso contenuto di azoto, per sostenere la produzione di fogliame nuovo e favorire la formazione dei caratteristici stoloni da cui si sviluppano le piantine figlie, dette anche “spiderettes”,che, se prelevate e messe a radicare in acqua o in terriccio umido, permettono di propagare facilmente nuovi esemplari.
