La dipendenza da smartphone sta diventando una vera emergenza perché colpisce tutti in modo silenzioso. Questo dispositivo è diventato un’estensione naturale, da quando ci si sveglia la mattina a quando si va a letto la sera: si controlla mille volte al giorno, in modo abituale e lui, in modo invisibile, disconnette le persone sempre di più da sé stesse e da ciò che le circonda.
In Italia, le tariffe per internet mobile sono così basse che oggi, ognuno ha il suo smartphone e la personale connessione a internet. Ed ecco che tutti, spesso anche i giovanissimi, dispongono di un dispositivo connesso alle rete e lo usano con una frequenza tale che impatta profondamente sul modo di vivere. Basta guardarsi intorno: passanti che camminano guardando lo smartphone, avventori che consumano le loro consumazioni guardando i video più virali, ragazzi che al posto di socializzare sono silenziosi e concentrati su quei piccoli schermi che impattano sul benessere mentale e sulle relazioni reali.
Lo smartphone negli ultimi anni è diventato una sorta di babysitter, migliore amico, distrazione, un vero e proprio pericolo molto sottovalutato. Lo scrivo perché vedere bambini nei passeggini che hanno in mano lo smartphone di mamma o papà per stare buoni, tablet con programmi televisivi quando sono in macchina, al posto di guardare fuori dal finestrino, ragazzini che al posto di chiacchierare con i propri simili giocano a Minecraft, e poi nemmeno si salutano. Quando ci si accorge che questi comportamenti sociali decisamente asociali significa che è arrivata la consapevolezza e il momento di reagire.
Ogni dispositivo anestetizza le menti di tutti coloro che lo usano molto attivamente, ipnotizzando, rendendo dipendenti tutti coloro che li usano in modo improprio: bambini, giovani, adulti e anziani.
Lo smartphone come rifugio dal reale
La realtà ultimamente non è più bella e spensierata come quella di una volta e per tanti è molto più semplice staccare l’attenzione dal presente, tollerando anche la noia, il silenzio, il tempo che scorre, le incombenze della vita. Molto più semplice mantenere stimolata la mente con una distrazione, cosa c’è di meglio dello smartphone, con le notifiche pronte a vibrare, i video virali pronti a far ridere oppure i social in generale pronti a distrarre?
Dai ragazzi delle medie, che hanno ricevuto lo smartphone con la scusa della scuola alle persone più anziane e annoiate, ecco che il dispositivo, in modo silenzioso e invisibile entra nelle vite della gente e, sempre più spesso, comincia a creare una sorta di routine di distrazione che porta alla dipendenza. Lo schermo ipnotizza, bombarda di stimoli continui, impedisce di sviluppare concentrazione profonda, pensiero critico e soprattutto una reale connessione con il mondo che circonda chi lo usa in modo esagerato.

La dipendenza da smartphone non è una esagerazione, è una vera e propria emergenza neurologica e affettiva. In età precoce un uso improprio di questo dispositivo altera lo sviluppo cerebrale, riducendo in modo molto preoccupante la capacità di attenzione e la memoria a lungo termine, inoltre compromette i processi cognitivi e le abilità sociali.
Sempre per i più giovani, che non hanno ancora avuto modo di confrontarsi con il mondo reale, lo smartphone crea gratificazione istantanea, dove l’apparenza, la notifica, il tag e il like valgono molto di più dell’esperienza, dell’impegno e dell’attesa.
E i bambini? Quelli a cui viene dato lo smartphone per farli tacere o distrarli nel passeggino o in macchina? Loro come saranno quando dovranno affrontare la scuola primaria, la fatica dei libri cartacei e del ragionamento analogico?
Chi si rende conto che la dipendenza da smartphone è reale e colpisce quasi tutti, si ritrova spesso a fare i conti con la propria famiglia, spesso vittima di questa situazione. Ed ecco che diventa fondamentale, per chi è genitore, di vigilare, guidare e allo stesso tempo dosare per proteggere, per riconquistare i propri spazi e la propria libertà di pensiero.
I figli e i familiari devono tornare al presente, devono sviluppare un pensiero autonomo, distinguere la realtà dalla finzione, dal virtuale perché lo smartphone inclina tutti i rapporti reali, concreti e taglia la famosa comunicazione, già difficile di suo.
Ridurre la dipendenza da smartphone in 10 mosse
Personalmente sto diventando sempre più nemica dello smartphone e a casa mia siamo tutti d’accordo su questo in quanto abbiamo abbracciato la filosofia dello slow living e oggi sono qui per offrire consigli pratici per chi arriva a questo punto di consapevolezza e vuole agire per riprendersi in mano la propria vita reale.
Per ridurre l’uso dello smartphone è necessario stabilire delle regole che ne stabiliscono le modalità e i tempi d’uso insieme a tutti coloro che devono applicarle.

1 Zone senza telefono
Il primo passo per ridurre la dipendenza da smartphone è creare delle zone senza telefono, delle aree in cui lo smartphone non si usa: il letto, il tavolo durante i pasti, le routine mattutine e serali. In questo modo la mente torna a respirare.
2 Tempi e limiti d’uso
Come per le zone senza telefono, è importante stabilire tempi e limiti d’uso. Per facilitare questo compito, si possono usare le impostazioni del telefono per limitare il tempo trascorso sulle App. Si comincia riducendo 30 minuti al giorno, in modo consapevole, per poi aumentare questo limite a più ore spalmate nell’arco della giornata.
3 Notifiche silenziose
Lo smartphone distrae se ad ogni notifica suona, vibra o si illumina. Tutte queste attività sono veri e propri inviti a distrarsi per questo è bene limitarle, tenendo attive solo le notifiche essenziali, per rimanere più connesse al presente.
4 vietato l’uso al risveglio
Diventa fondamentale iniziare la giornata respirando bene e concentrandosi sul proprio benessere. Per questo motivo è preferibile non guardare il telefono quando ci si sveglia ma dedicarsi a una routine mattutina personale, in cui si può sostituire lo smartphone con un libro da leggere, con dello stretching, con una colazione sana o semplicemente prendendo del tempo per sé stessi, anche solo per guardare fuori dalla finestra e apprezzare le piccole cose intorno.
5 Fermarsi e tornare al presente
Un altro modo per ridurre la dipendenza da smartphone è quella di fermarsi dalla tentazione di prenderlo in mano, respirare in modo profondo e tornare al presente, soffermandosi su quello che c’è intorno. Basta respirare, guardarsi intorno e ascoltare suoni e rumori reali per riprendersi e tornare nella realtà.
6 Mani occupate mente occupata
Tenere le mani impegnate con qualcosa allontana la voglia di prendere in mano lo smartphone. Per questo motivo, quando diventa una tentazione toccarlo, basta cominciare a scrivere su un taccuino, disegnare o scarabocchiare su un foglio oppure toccare qualsiasi cosa naturale, come pietre, legno, oggetti che ci distraggono con il tatto. Se si è fuori casa, si può optare per quei portachiavi buffi oppure antistress da spremere fino a quando la tentazione non passa!
7 Stimolare la noia creativa
Dalla noia si ottiene la creatività e si stimola l’immaginazione, il pensiero autonomo, la capacità critica, la riflessione. Per questo motivo, è fondamentale che nell’arco della giornata ci siano dei momenti di noia, da dedicare a queste attività, altrimenti impossibili quando il tempo libero è occupato.
8 Trovare delle alternative
Per sostituire lo smartphone, oltre ai momenti di tempo libero da spendere “annoiandosi” se ne creano altri da occupare in modo più creativo, come ad esempio facendo attività manuali, leggendo, facendo giochi da tavolo con i propri familiari, suonando uno strumento, ascoltando musica o danzando.
9 In natura
Per ridurre la dipendenza da smartphone diventa fondamentale dare al nostro cervello degli stimoli reali e sani. Per questo diventa fondamentale uscire all’aperto, in mezzo alla natura, scegliendo contesti come boschi, mare, giardini, facendo sport o camminando, per riattivare i sensi e il buon umore.
10 Momenti sociali veri
Uno dei problemi più gravi della dipendenza da smartphone colpisce la qualità della socializzazione. Per questo, è un bene vedersi in modo reale con degli amici, sempre con la regola “senza smartphone”, per condividere un momento con loro, un gioco insieme, una gita, per vivere la giornata davvero e comunicando realmente con altre persone.
Ridurre la dipendenza da smartphone, quando diventa necessario
Quando tenere in mano lo smartphone diventa più importante di una persona che sta parlando in modo serio, quando i compiti da fare vengono messi da parte per controllare la notifica, quando guardare qualcosa al dispositivo diventa più importante del riposo o di altri impegni arriva il momento di dire basta, rivoglio la mia vita.
Penso che il percorso di disintossicazione da smartphone e internet non sia per nulla semplice perché l’assuefazione è rapida e immediata ma quando si arriva a capire che il dispositivo è diventato troppo importante e condiziona completamente la nostra vita, il primo passo è già stato fatto.
