Uno di Jane Blythe – recensione

Amate i gialli? Oggi vi presento il nuovissimo romanzo thriller con sfumature romance Hope Crime, Uno di Jane Blythe, il primo volume della serie Conta Fino A Dieci che da oggi fa parte della mia libreria digitale!

Uno di Jane Blythe
Uno di Jane Blythe

Trama Uno di Jane Blythe

Per salvare la donna che ama, lui deve lasciare a piede libero un assassino.
La vita di Annabelle Englewood si sta sgretolando attorno a lei. Tutta la sua famiglia è stata trucidata; lei è accusata di aver commesso quel crimine e il detective che lavora al caso le fa provare cose che non vuole provare, sfidando la sua convinzione di non essere degna di essere amata.
Il detective Xavier Montague sa bene che non deve farsi coinvolgere da una donna su un caso a cui sta lavorando. In particolar modo da una donna che è emotivamente vulnerabile. Eppure, contro ogni logica, è attratto da Annabelle, ma la sua attrazione proibita lo obbligherà ad affrontare il momento più buio della sua vita.

La mia opinione su Uno di Jane Blythe

Ho letto Uno di Jane Blythe in poche ore. Assorbita completamente dalla lettura ho dimenticato tutto quello che mi circondava, famiglia ed esigenze varie incluse. Questa situazione credo capiti due volte all’anno perché solitamente riesco sempre a trovare il punto in cui posso fermarmi per respirare un po’ eppure con UNO il primo capitolo della serie Conta Fino a Dieci non ho voluto arrestare la lettura perché tutto quello che succede in questo romanzo giallo è così avvincente e intenso che ti trascina sempre di più alla ricerca della verità.

Annabelle Englewood è la protagonista femminile di UNO. Lei è l’unica sopravvissuta di un efferato crimine dove tutti i suoi familiari sono stati brutalmente uccisi. A ritrovarla il detective Xavier Montague che, pensa immediatamente a lei come assassina. Gli indizi contro la ragazza sono comunque deboli, piano piano le indagini rivelano che un killer ha cercato di depistare la polizia usando la ragazza come capro espiatorio. Dall’altra parte le poche persone che hanno contatti con Annabelle vengono considerate tutte sospettate. Dall’altra parte però, il killer continua la sua azione omicida e nel giro di pochissimi giorni uccide, in modo barbaro quattro famiglie lasciando sempre una vittima ferita ma viva.

Gli investigatori si trovano a non riuscire a collegare le varie famiglie tra loro e ogni persona vicina a questi nuclei familiari distrutti in modo macabro vengono considerati come possibili killer. L’unico indizio che accomuna più crimini è una macchina rossa che appartiene al medico che cura le superstiti. Nel frattempo Xavier si avvicina ad Annabelle che si rivela una ragazza molto insicura ma allo stesso tempo buona come il pane ma quando lei cerca di fare chiarezza sull’oscuro passato del detective che prende le distanze e cerca di chiarire le idee. Proprio quando capisce che Annabelle è importante per lui e scopre che il killer l’ha rapita di nuovo, solo che questo omicida ora ha anche un volto e …

Nel suo passato, nessuno strizzacervelli avrebbe trovato qualcuno dei cosiddetti indicatori di un serial killer. Non era stato maltrattato da bambino, suo padre l’aveva abbandonato, ma sua madre non era mai stata un tipo ossessivo. Era invece stata dolce e gentile e l’aveva amato profondamente. Nella sua famiglia non c’erano trascorsi psichiatrici, alcolici o criminali, e non aveva problemi a tenersi un lavoro. Non era stato bullizzato da piccolo, non aveva bagnato il letto né era stato mai interessato a feticci o pornografia sadomaso. Per divertirsi da ragazzo non aveva torturato animali o appiccato incendi e non era mai stato coinvolto in piccoli crimini. Era diventato quello che era ora a causa di ciò che altri gli avevano fatto. Se non fosse stato per le azioni di quelli sulla sua lista, non sarebbe mai diventato un assassino. Era colpa loro. 

Sono rimasta a bocca aperta per quasi tutta la lettura. I crimini sono descritti in modo così chiaro che è come vederli con i nostri occhi. Quello che mi piace oltre a questo, che rende il giallo molto forte, è la voce narrante in terza persona che racconta anche le azioni del killer senza mai sverlarne l’identità. Uno è una sorta di caccia all’uomo anche per noi lettori trascina l’attenzione e incuriosisce dall’inizio alla fine senza annoiare mai proprio come fosse un film thriller fino al finale col botto Me lo vedo già come pellicola sul grande schermo perché merita davvero! Non conoscevo questa autrice ma devo dire che ora non vedo l’ora di leggere il numero due!

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